Non voglio pop corn e rutto libero

Sono preoccupata, qualche volta capita anche a me. Sono preoccupata perché ho la sensazione che si sia persa completamente la capacità di empatizzare e la si sia barattata con la necessità di schierarsi. Un problema non lo si vede più come l’occasione per mettere a nudo il proprio sentire provando compassione o riprovazione o prendendo una posizione dal profondo del proprio cuore o /e dalla chiarezza della propria mente. Un problema da risolvere è prendere le parti di chi si sia deciso di sostenere, sciomottandone la posizione ideologica. Chi la pensa diversamente sbaglia non perché quello che sostiene sia giusto o sbagliato ma solo perché non si è omologato al proprio schieramento. Vivere oggi è come assistere a una partita di calcio non da intenditori del bel giocare ma da tifosi che non capiscono nemmeno cosa si stia giocando e perché. Vivere con i pop corn, la birra, il rutto libero e un nemico da insultare non è fare scelte consapevoli, non è affrontare con coscienza le scelte sapendo che possono essere quelle sbagliate perché non esistono ricette sicuramente valide. Tacere è spesso l’unica soluzione per riuscire ad ascoltarsi dentro e a guardare davvero nell’intimo del problema. E poi procedere per tentennamenti, sempre in tempo reale, attimo dopo attimo. Potendo cambiare idea, contraddicendosi, procedendo per contrasti ma sempre con cuore e mente aperti. E tanta tanta empatia.

3 pensieri riguardo “Non voglio pop corn e rutto libero”

  1. Cara Susanna, più parlo con le persone e le osservo e più noto che viviamo in guerriglia. Non mi piace, è pesante, faticoso. Troppa violenza in questi schieramenti come dici tu.  L’empatia?Ce la stiamo perdendo e in primis chi cura le persone, dai bambini agli adulti negli ospedali.È grave.  Un abbraccio e Serena notte  Micol 

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  2. Non puoi che trovarmi completamente d’accordo, Susanna. La violenza verbale sui social ormai è intollerabile, è molto più facile vedere la pagliuzza nell’occhio altrui piuttosto che il tronco nel proprio!

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  3. Tutto vero.. Il problema è che viviamo “per finta”. Basiamo tutti i nostri giudizi su ciò che si vede in tv e comunichiamo da dietro gli schermi. Tutto questo sta distruggendo la capacità umana di ragionare, pensare, vivere, sentire.. tutto! Io ho sempre pensato che dove arriva il computer, tutto diventa meno bello. Pensateci: ogni campo in cui è entrato il computer, ha in qualche modo rovinato il bello che c’era prima. Nella musica, nell’arte, nel cinema, in alcuni lavori come il tipografo, il progettista, ecc.ecc.ecc. Diventa tutto più comodo, ma meno bello, meno soddisfacente, meno vivo… meno umano! Ora che abbiamo applicato massivamente l’uso del computer alla comunicazione stiamo cominciando a vedere i primi risultati di questa devastazione.

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