A testa in giù

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Credo che sia arrivato il momento di metterci tutti a testa in giù. Si, proprio a testa in giù, tutti capovolti, perché continuare a guardare il cielo é inutile, lo conosciamo già. Ne conosciamo l’immensità e sappiamo i nomi delle stelle e forse in quel cielo in parte ci siamo già. E’ vero, le cose più alte ci arrivano dal cielo ma da lassù scendono anche le nostre incertezze e, già lo sappiamo, dalle incertezze e dai dubbi nasce la ricerca. Però abbiamo già cercato tanto,  ora dobbiamo metterci a testa in giù e ricominciare a guardare le radici perché sono quelle, le radici, che abbiamo dimenticato. Una radice raccoglie l’energia per manifestare la sua potenza, la sua forza, il suo progetto. Altro non fa. Una radice non sa “come” si fa, non l’ha imparato da nessuna parte, semplicemente lo fa. Una radice non vorrebbe fare nient’altro che questo, perciò lo fa bene. E non chiede niente per farlo, entra semplicemente nella sua natura e trasforma la sua essenza in servizio e in dono. Noi non lo sappiamo più fare. Una radice penetra in profondità nel terreno e scende più che può ad afferrare la sostanza da cui succhiare esistenza e stabilità, non si accontenta di agganciarsi a caso all’ultimo granello di terra che per caso l’ha sfiorata. Non scambierebbe mai una manciata di terriccio trasportato lì dal vento  per il suo “nido”nel quale sprofondarsi sicura, non si accontenta  di qualche litro di Cocacola al posto dell’acqua e dei sali minerali. Noi non lo sappiamo più fare. Una radice é l’alfa e l’omega perché dalle profondità della terra si fa canale perché l’energia della Madre salga attraverso il tronco fino al Cielo ad incontrare il Padre. Noi ci siamo dimenticati di essere canale.  Senza radici cerchiamo di inventarci ogni giorno il nostro equilibrio, la nostra stabilità, i nostri riferimenti e ci dimentichiamo di crescere. O forse  tutto questo lo sappiamo fare ma nel silenzio della nostra stanza di meditazione, quando nessuno ci vede, nessuno ci sente, nessuno ha bisogno di noi. Forse ci stiamo ancora preparando a trasformare la nostra crescita interiore in servizio e in dono ma, credetemi, é ora di farlo, ognuno condividendo ciò che ha e ciò che é. Ma prima mettiamoci tutti a testa in giù, almeno per un poco. Forse da capovolti capiremo qualcosa di più.

 

 

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