Una rivoluzione d’amore

Credo sia giusto che io scriva qui cosa intendo per “rivoluzione d’amore”, termini inflazionati che sono molto più radicati nella realtà di quello che sembra a chi li vede espressione di un vivere fuori dalla realtà. A differenza di Bruno , mio marito, per il quale il cambiamento, se avviene, può avvenire solo a livello sociale ( vedi il suo libro Bruno Sebastiani “Il Cancro del pianeta”) per me il cambiamento può avvenire solo partendo dal singolo. E a chi mi dice che siamo ormai ad un punto in cui non é più possibile tornare indietro io ricordo che se da anni parliamo della Centesima Scimmia é perché la possibilità di un cambiamento esiste eccome. Ma deve partire dalle coscienze di ciascuno ed é sbagliato pensare che nessuno di noi possa fare ormai la differenza. Può farla eccome e se crede di non valere abbastanza allora sta facendo il gioco di quella energia distorta che ha portato fin qui quell’idea del mondo nella quale ci stanno facendo credere. E’ vero, tutto sembra crollare ma ricordiamoci che il bruco e il serpente abbandonano la vecchia immagine di sé per potersi trasformare. Quello che sta crollando tra sofferenze e paure é il vecchio mondo e noi, volenti o nolenti, siamo tutti ancora qui, molti di noi ancora a cavallo tra i due mondi, e quindi abbiamo una responsabilità che non ci esime dal continuare ad agire. Ma l’azione non é più quella del vecchio mondo, quella non serve più. Noi non siamo quello che ci hanno fatto credere di essere, non siamo la nostra professione, il nostro ruolo, il nostro genere sessuale, non siamo un capo né un gregario, non siamo la nostra educazione né la nostra formazione. Noi siamo re e regine della nostra vita ed é da lì che dobbiamo partire, re e regine su di noi e sopra nessun altro. E la nostra vita, restituita a noi che ce ne possiamo riappropriare nonostante tutti i legami che crediamo di avere, é solo e soltanto amore. Sto vedendo troppe persone cambiare l’atteggiamento verso la vita, anche da un giorno all’altro, anche alla fine della loro esistenza, anche sui banchi di scuola, anche sulla pagine del web. Ho visto troppi miracoli per non credere più che esistano. Ho visto mio padre e mia madre , novantenni negativi pessimisti ansiosi e anche un po’ materialisti, sedersi in cerchio davanti al fuoco il primo di gennaio di due anni fa e fare per la prima volta nella loro vita una meditazione in gruppo. E cambiare espressione nel loro volto. Ho visto uomini e donne iper razionali togliere di colpo la loro corazza e sciogliersi in un abbraccio. Ho visto donne poliziotto togliersi il casco dalla testa e dare la mano ai manifestanti, ho sentito medici parlare della disonestà nella quale devono operare, ho conosciuto tanti nuovi bambini che sono qui per insegnarci il mondo.
E allora smettiamola di attaccarci alle scuse per non prendere in mano la nostra vita, usciamo da quelle depressioni che ci servono come alibi per smettere di avere fiducia nella nostra regalità e che invece nascondono un impulso alla trasformazione che, una volta scoperto e trasformato, si rivelerà soltanto un dono. Sono una sognatrice? No, sono solo una persona che ha guardato negli occhi profondamente e a lungo troppe persone per non avere incontrato la loro anima . E in quell’anima ho sempre visto solo amore.

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