Nel terreno della nostra creazione

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Leggo un articolo da La Stampa.it che mi era sfuggito ai primi di dicembre, ma lo pubblico con piacere in questo ultimo giorno dell’anno. La cassazione respinge il ricorso del preside di una scuola elementare, denunciato dai genitori di un suo alunno di 7 anni che aveva rotto la tavoletta di un water, al quale, per punizione, l’ aveva appesa al collo.  Con un piede nel nuovo anno, lasciamoci definitivamente alle spalle ogni forma di potere, come questa, che sotto varie forme ha incrociato la nostra vita nel tempo. Forse nessuno ci ha messo al collo la tavoletta di un water, ma ci siamo lasciati ferire da chissà quanti simil-presidi che con parole, opere o omissioni hanno lasciato tracce di umiliazione profonda dentro di noi. Lasciamo andare queste orme pesanti e decidiamo, una volte per tutte, che non sono più parte di noi. Rimangono tra le vecchie cose morte di un Vecchio Mondo con cui non abbiamo più niente da spartire se ci siamo accorti di essere approdati altrove. Nella nostra nuova terra portiamo con noi il nostro Bambino Magico che ci fa da guida e ci accompagna ad aprire gli occhi e a vedere , finalmente, quello che c’é, quello che abbiamo, quello che siamo e come tutto questo sia il dono più grande che ognuno di noi abbia saputo fare fino ad ora a se stesso. Siamo pronti a spostare il nostro punto di percezione e a posizionarci su un nuovo livello da cui vedere noi stessi, gli altri e Tutto Ciò che é. In un quadro più ampio, più completo. Nella nostra nuova terra ciascuno di noi é ora qui , nel luogo giusto e nel momento giusto per essere se stesso e per creare le tracce del sentiero da percorre mentre cammina nell’Uno che siamo, che ne abbiamo la percezione oppure no. Ogni water che appendiamo al collo del Bambino Ferito che ancora piange nell’uomo e nella donna di qualunque età, lo stiamo appendendo al nostro collo. Ogni sorriso, ogni grazie, ogni sguardo pieno di amore che doniamo, lo stiamo donando a noi stessi. Ringrazio quel preside per avermi dato l’opportunità di chiedere scusa per ogni water che ho appeso al collo di chi mi era accanto e per chiedere che il Vecchio tempo si porti via ogni vecchia ferita, di ognuno di noi. E il Nuovo Anno sia per ognuno di noi, impastato in chi gli cammina accanto, il terreno della nostra creazione..

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